
Mario Maranzano, in questa sua prima fatica, si rivela uno dei pochi poeti dell’elefantiaco affollamento di troppe voci in versi, dotato di una particolare, personale e rara virtù creativa: la fede, la coerenza e la costanza negli ideali a cui aspira la sua vita, il che gli permette di procedere con coraggio, a colpo sicuro, in mezzo al pandemonio di brutture, pericoli e viltà che denuncia. Sviluppa molto bene tutto quanto nella sua giovane vita ha assimilato, con una spontanea e attenta analisi delle numerose sensazioni che via via si sono addensate nel suo animo assai sensibile. Analizzando più a fondo la sua poesia di immediato effetto ci si può rendere conto che si è messo su un binario giusto che lo porta verso una ricerca analitica sempre più e volutamente in ascesa. Quadri di violento realismo sono trattati con pochi, sobri versi (e qui, nella potenza logica dell’Autore, nella sincerità e fedeltà al vero, sta la sua capacità di interpretazione universale della realtà che viene rappresentando). Verginità di concetti e di accenti, limpidezza di espressione sono l’indice di una poesia nuova. Siamo di fronte a lampi di potenza realistica, e questo è l’asso nella manica di Mario Maranzano, cimentatosi con innegabile successo nel mondo delle Muse. Alcune poesie sono di una bellezza incomparabile.
F. B. e B. C.
Verso la luce; La donna più bella; Al padre; Pargolo di poeta; Ad un poeta; Trinacria; Tristezza; La mia collina; Petali di violette; Paese mio; Mamma santissima; Soldi; Pura follia; Pantere e gazzelle; Larva mortale; Licenza d’inquinare; Salmone il sapiente; Anna; Overdose; Inutile irruenza; Babele; Ignazio; Suicidio; Illusione; Speranza; Non più Hiroshima; Tramonto; Aida; Ormeggio; La mia libertà; E poi madonna?; Vere puttane; Mistero; Breve ritorno?; Delusione e fede; Preghiera.
Mario Maranzano

