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Dopo l’ampio successo ottenuto con la sua prima raccolta, sia da parte del pubblico che da parte dei critici, Mario Maranzano si ripresenta con questa sua seconda opera. Poesia semplice, è stata definita da taluni la poesia di Mario Maranzano, ebbene, questa è secondo me soltanto la prima sensazione di chi si accosta all’opera di questo poeta senza calarsi nella sua atmosfera. C’è piuttosto, dietro certi versi scontati, dietro certe situazioni elementari, molto di più di quello che appare. Già il titolo di questa seconda raccolta, per esempio, invita alla riflessione, costringe quasi il lettore a chiedersi cosa sarà mai questa <Taverna Inferno>, cosa ci troverà dentro. Dentro Taverna Inferno c’è tutto: nostalgia, ricordi, rabbia, denuncia, meditazione, rimpianto, volontà di riemergere; tutto ciò che fin dalla nascita l’uomo si porta dietro, pesante fardello! Mario Maranzano affronta tutti questi aspetti della vita in versi in cui una naturale propensione per l’immagine si accompagna spesso al senso del raccontare, come per esempio nella lirica che dà il titolo all’-Opera-, o in altre come: Bontà, Campione, Lontano. Ma ci sono anche i versi incisivi e scarni di: Paura, Chi burattino, Rebus; versi nei quali con l’essenzialità dello stile, il Poeta pone se stesso ed il lettore di fronte a quelle che sono le problematiche più difficili ma anche più avvincenti del nostro tempo: la paura, che ci è compagna ora per ora; la lotta per il potere a tutti i livelli. E, che dire di quella domanda lasciata lì, senza risposta:/Chi burattino o burattinaio?/ a voler spingere il lettore a meditare su chi tira le fila di questa nostra esistenza. Tutto ciò scaturisce dalla diretta esperienza di Mario Maranzano, il quale, contrariamente ad altri autori, che da comode sedie espongono realtà partorite dalla loro fantasia, mette in versi la quotidiana e personale esperienza di operaio: Una voce lontana, F.I.A.T. voluntas tua; e di emigrato: Il peso del colore, Venere. E, se un paragone potessimo fare, ci vengono in mente i grandi autori americani, ai quali secondo noi sembra che Mario Maranzano sia vicino proprio per questa sua capacità di descrizione e penetrazione della realtà, di quella realtà alla quale tanta gente è estranea e che quindi non può accettare come vera. Questa, lasciatemelo dire, è tutt’altro che poesia semplice, perché, credetemi, un poeta non è mai né semplice né ingenuo.

                                                                                                                                                                       M. G. Z.

 

Taverna inferno;  4 ottobre San Francesco;  Jasmine;  Su contadino;  Il peso del colore;  Homo homini lupus;  Venere;  Tre razze;  Chi burattino;  Anche a Parigi è guerra;  Bianca strada;  E la caccia iniziò;  1945;  Strano silenzio;  La porta e la casetta;  Rossa scogliera;  Dolce farfalla;  Dopo la morte;  Cieli oscuri;  Serpenti di città;  Un fiore bianco;  Affi;  Vera cecità;  Diavoli violenti;  Orfeo;  Bianca colomba;  Notti di gelo;  F.I.A.T. voluntas tua;  Hasta la vista;  25 giugno;  Una voce lontana;  E fu…;  Stalloni;  Umani o pennuti;  Oltre le vette;  L’acqua delle lacrime;  Cavaliere;  Quel pino;  Rebus;  Tricolore;  Ragnatela;  Vecchio casolare;  Gibellina attende ancora;  Buoi;  Tre caravelle;  Velieri fantasmi;  Tormento ed estasi;  Pensieri;  Il gabbiano;  Anonimo;  La vita;  Tic-tac;  1983, venerdì;  Ipotesi;  Nuvola;  Libertà;  Era triste il mondo;  Cortina di ferro;  Solo andata;  Alla mia pappagallina;  Garibaldi;  Lontano;  Scomode cose;  Campione;  Bontà;  Competition dog;  Cip, cip;  Nebbia;  Contesa;  Assoluto;  Creazione;  Cassandra;  Paura.

Mario  Maranzano

Copertinadel libro Taverna Inferno
Copertina del libro Taverna Inferno
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