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Per comprendere la poesia di Mario Maranzano necessita dare sempre uno sguardo al suo tempo, al suo vissuto italico, al momento storico che la sua vita ha attraversato (Son nato). La sua poesia è anche racconto, racconto che si fonde con immagini e musicalità, ma è innanzitutto poesia civile pertanto poesia che introduce temi politici (Tra torri e palazzi, Colapesce, Come mendicanti). Questo è <Profumo d’Oriente> espressione di una rivoluzione già viva nei paesi arabi e che la politica, nazionale e internazionale, lentamente sta procurando nel nostro pianeta, ma in particolar modo in un Occidente pervenuto alla resa dei conti con se stesso. Rivoluzione che sicuramente scoppierà –così profetizza il nostro Autore- per merito di politici poco accorti, che continuano a blaterare, a salvaguardare il proprio carrierismo. Intanto la povertà aumenta, gli uomini muoiono moralmente e cosa ancor più grave fisicamente (Icaro, Ridi buffone). Ai nostri giorni chi compone versi non può rimanere dentro confini squisitamente letterari, il poeta è un pescatore e pesca nella quotidianità e necessariamente diventa cantore della realtà quotidiana (La realtà, Si popola la piazza). Mario Maranzano mostra attenzione, oltre che allo stile, anche e principalmente al contenuto dei componimenti. “Profumo d’Oriente” evidenzia una Italia caratterizzata da una grande disparità sociale, nonostante l’apparente modernizzazione, l’apparente libertà-democratica. Il nostro Poeta dedica i versi di questa raccolta a una causa che è per lui rivoluzione culturale, ma che purtroppo finirà per essere rivoluzione assoluta (Luciana la madama, Il Vesuvio, Le due maschere). Infine ci rammenta che: /Dopo l’Arca/ritornò di nuovo/la Babele/ e che pertanto /Bisogna/far squillare nuovamente/le trombe/del giudizio universale/. /Povera innocente creatura/ /Spera l’astratto vaneggia l’avvenire/.

                                                                                                                                                                                 S. M.

 

Profumo d’Oriente;  Tappeti d’Oriente;  La pernice;  Occhi bruni;  Ana behibech <Amapola>;  La leonessa;  Fiori;  Tariq ibn Ziyad;  Rosetta;  Strampuliata di Pachino;  Agnes;  Guardando Gibilterra;  Rose;  Surciteddu;  Elena;  Due mari;  Le piante lungo il bordo;  La morte ti compose;  Intanto il tempo;  Elisa;  L’albero di Giuda;  Lucy;  Regina appisolata;  Dopo ritornò;  La realtà;  Chechaouen;  Granita di limone;  Si popola la piazza;  Scusate narratore;  Tra torri e palazzi;  Ridi buffone;  La collina di case di fango;  Il nibbio;  Luciana la madama;  Colapesce;  Come mendicanti;  Son nato;  Icaro;  I neri fianchi della mia signora;  Oasi d’incanto;  Il maestro;  Signorinelle;  Il cavallo;  Il Vesuvio;  Le due maschere;  Case di vetro;  Sole nero;  La stanza;  La squola raccontata ai genitori;  Bisogna nuovamente.

Mario Maranzano

Profumo D'Oriente
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