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Bernardino Cavoretto, qualche anno fa, scrivendo di Mario Maranzano affermava: “… è alla sua seconda vera Olimpiade poetica e la giornata gli si preannunzia non soltanto splendida, ma addirittura radiosa”. Noi, non solo condividiamo, ma affermiamo che in questa <Olimpiade> Mario Maranzano è un maratoneta e un maratoneta vincente. Ha dimostrato di saper comporre, con pienezza di significato, non solo poesie di pochi versi, ma anche opere come “Iola” (è questo infatti il titolo dell’ultimo lavoro) che ne contiene circa cinquecento. Alla sua sesta pubblicazione ci sorprende con un piccolo poema dove si ritrovano versi privi di virtuosismi tecnici e che mostrano una splendida inattualità stilistica. /Si mosse l’acqua del fresco ruscelletto/e l’ondeggiante specchio/frantumò all’istante i miei ricordi/. Lavoro non privo di pregi che si ravvisa in una energia autentica, in un discorso sincero e nella chiarezza comunicativa. Mario Maranzano elude ogni forma di appartenenza a questa o all’altra corrente letteraria. In “Iola”, che altro non è se non la sua “Patria” rappresentata come una barchetta che continua a traballare (barca/iola), una barchetta che non riesce mai ad avere un buon timoniere, si delinea, accanto a scorci di paesaggi, il segno di un intimismo lirico che riconduce ai ricordi, alle care e sacre cose dalle quali è ormai lontano, in altro angolo del mondo. /Quando, ritoccherò sì belle cose, …/Quando, rivedrò le cose mie/che cercano colui che le rispetta/che bramano colui che le carezza/. Subito si impone il motivo del viaggio e in genere il vagabondare solitario; privilegio della contemplante anima nella ricerca dell’Assoluto. /Oh! Del Creato creatura/nella perduta vita ormai trascorsa/…/che pellegrino il mondo già mi vide/…/domani, forse, Dio la donerà!/. Il Poeta mostra una scrittura che traduce in vibrazioni interiori gli elementi estetico-sensoriali; la sua esperienza creativa non rifugge dalla vita reale, bensì la accoglie. Più che la persona amata, vengono rappresentate la tensione e l’attesa. Sul piano formale si avverte la presenza di una versificazione ampia, incline al dialogo con gli uomini e sensibile al dramma nazionale. L’emigrazione, frutto di una democrazia totalitaria. Questa nuova e diversa opera consolida l’interesse suscitato sin dalla prima pubblicazione e fa ben sperare nel prosieguo poetico dell’Autore.

                                                                                                                                                          G. O.

 

Onda del destino;  IOLA: Prologo;  Parte I;  Parte II;  Parte III;  Parte IV;  Parte V; 

                                             Parte VI;  Epilogo.

Mario Maranzano

Copertina del libro Iola
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